Vanitas

Jacopo Ligozzi
(1547-1626)
XVII secolo, Olio su tela

Jacopo Ligozzi, nato a Verona da una famiglia di artigiani e pittori, si trasferì nel 1578 a Firenze, chiamato dal Granduca Francesco I de’Medici. Alla morte di Giorgio Vasari (1511-1574), divenne pittore di corte e fu eletto console dell’Accademia delle Arti del Disegno. In questa “Vanitas” ammonitrice della precarietà dell’esistenza, Ligozzi descrive il macabro reperto con la stessa analitica

attenzione che troviamo nelle illustrazioni naturalistiche realizzate durante il servizio presso la corte medicea. La presenza del libro e del teschio sono testimoni della limitatezza dell’uomo e dei suoi sforzi conoscitivi, mentre la clessidra sulla destra fa riferimento allo scorrere del tempo. Si tratta di un’opera di grande qualità esecutiva e di forte impatto emotivo.