Giuditta e Oloferne

Clemente Ruta (1685-1767)
XVIII secolo, Olio su tela

L’opera presenta Giuditta che mostra con la mano sinistra la testa di Oloferne recisa con la spada che tiene nella mano destra. Il generale di Nabucodonosor, alla testa di un grande esercito, mosse guerra contro l’Occidente conquistando l’Anatolia e la Siria; giunse poi in Palestina, ma durante l’assedio di Betulia rimase affascinato da Giuditta, che lo uccise. Sontuosamente abbigliata, con una veste gialla sovrapposta ad una tunica

bianca e trattenuta da un nastro azzurro dalle fibbie dorate, con un mantello rosso svolazzante appoggiato sulla spalla sinistra, rivolge la testa verso la destra, con lo sguardo al cielo. Sul capo un diadema e un turbante completano il vestiario. In questo caso la linea sinuosa e allungata di Giuditta rievoca la tecnica pittorica del Parmigianino e il Ruta dimostra chiaramente il suo aggiornamento sui canoni del barocchetto, ricorrendo a toni che diventano più chiari e brillanti e dando l’idea di un’aggraziata leggerezza.