Busto di Paride

Lorenzo Bartolini (1777-1850)
1823, Marmo bianco

Il busto, di derivazione canoviana, venne completato da Lorenzo Bartolini nel 1823.

Magistralmente eseguiti sono i folti riccioli che fuoriescono dal berretto frigio. Paride è una figura della mitologia greca, figlio secondogenito di Priamo, re di Troia, e di Ecuba. Antonio Canova (1757-1822) ebbe il grande merito artistico di far rivivere, nelle sue opere, l’antica bellezza delle statue greche e soprattutto

la loro grazia, non più intesa come epidermica sensualità Rococò, ma come un’ideale che solo l’artista può rappresentare, evitando le violente passioni e i gesti esasperati. Nella sua arte studiò come ricalcare le tecniche degli antichi scultori greci e grande influenza ebbero su di lui i temi e le letture dei classici della mitologia greca, che era solito farsi leggere mentre lavorava; più di tutte, le opere di Omero. Lorenzo Bartolini diresse l’Accademia di Belle Arti di Carrara durante il periodo napoleonico e determinò i nuovi indirizzi della scultura dopo il periodo neoclassico, ispirandosi ad Antonio Canova.