Mostre Passate

TESORI D’ORIENTE
La Camera delle meraviglie di Garcia de Orta (ca.1500-1568)

1 luglio-14 ottobre 2018


Cabinet des merveilles, Kunstkammer, camere delle meraviglie: tante le lingue e i modi usati per indicare quelle stanze ricolme di oggetti rari, preziosi e originali, motivo d’orgoglio per regnanti, principi e nobili di tutta Europa e di stupore per chi aveva la fortuna di avervi accesso.

Con la nuova mostra TESORI D’ORIENTE, curata da Pedro Moura Carvalho, storico dell’arte, specialista nella storia delle arti applicate e già deputy director dei musei di arte asiatica di Singapore e San Francisco,  la Fondazione Franco Maria Ricci propone un’accurata selezione di questi manufatti, straordinari esempi dell’arte decorativa del Cinquecento e Seicento, alcuni mai esposti prima d’ora, provenienti da prestigiose collezioni private italiane e portoghesi e da alcuni musei.

Madreperle, avori, pietre dure e altri materiali preziosi compongono i ricchi oggetti istoriati che sfileranno tra le sale e tra le pagine del volume omonimo edito da Franco Maria Ricci, catalogo della mostra arricchito dai testi dello stesso Carvalho.

È un racconto che parte da lontano, quando nel Rinascimento raffinate opere d’arte realizzate in Asia con materiali esotici giungono per la prima volta in Europa a seguito della colonizzazione, e la sapiente maestria degli artigiani locali suscita la meraviglia di mercanti, viaggiatori e studiosi.

Tra questi, Garcia de Orta, medico portoghese vissuto in India per oltre trent’anni e autore dei Colóquios, un trattato in portoghese pubblicato proprio a Goa nel 1563 e diffusosi poi in Europa in edizioni in latino, italiano, francese e castigliano, riguardante la farmacologia, la botanica e una molteplicità di altri temi, compresi l’utilizzo e le tecniche di lavorazione di quelle materie prime allora ancora pressoché sconosciute in Occidente.

Proprio partendo da ampie citazioni dai Colóquios, a cavallo tra scienza e aneddotica, ora raccolte nel volume,

l’esposizione propone un viaggio nel Rinascimento a cavallo tra Oriente e Occidente, che consentirà ai visitatori di ammirare oggetti finemente lavorati in avorio, madreperla, pietre dure che, oggi come allora, non smettono di sorprendere. La mostra si propone inoltre di raccontare per la prima volta le complesse relazioni commerciali e culturali tra i territori asiatici colonizzati dai portoghesi, durante l’epoca delle grandi scoperte, di cui il Portogallo stesso fu protagonista, le raffinate manifatture indiane e i collezionisti europei durante due secoli di storia.


Orario di ingresso:
tutti i giorni dalle 10,30 alle 19,00; chiuso il martedì.
L’accesso è incluso nel biglietto d’ingresso del Labirinto della Masone, che comprende anche l’accesso al labirinto di bambù e alla collezione permanente di Franco Maria Ricci.

Per richiedere informazioni su questa mostra:
labirinto@francomariaricci.com
Telefono: +39 0521 827081

MUSEO DI PANGEA.
Le civiltà immaginarie di Marco Barina

Mostra prorogata fino al 24 giugno
A cura della Fondazione Franco Maria Ricci


 

Nel 2018 la mostra primaverile del Labirinto della Masone sarà intitolata a Pangea, il super-continente che 180 milioni di anni fa si spezzò, generando i continenti Laurasia e Gondwana, progenitori diretti di Africa, Asia, Europa, Oceania, Antartide.

Il Museo di Pangea accoglierà i manufatti di popolazioni immaginarie. Tutte queste “antichità” esposte – una settantina di pezzi – sono state realizzate negli ultimi dieci anni da Marco Barina, artista contemporaneo romano: sebbene ogni sala presenti delle peculiarità, si ha a che fare con un linguaggio artistico unitario, basato su pochi elementi ricorrenti: idoli, pali totemici, feticci, maschere, urne cinerarie. A volte cogliamo echi delle cosiddette “civiltà superiori”, ma declinate con accenti tribali.

Per realizzare i suoi assemblages Barina ha battuto il mercato delle pulci di Porta Portese e altri mercatini e negozi dei rigattieri, cercando tra la cianfrusaglia (ciotole, cucchiai, chiavistelli, zuccheriere, grattugie, scaldini) i frantumi di un Pantheon smembrato, con lo scopo di ricomporlo e di restituirgli potenza ed efficacia. L’esposizione al Labirinto della Masone è la conseguenza di un coup de foudre tra Franco Maria Ricci e Marco Barina.

“Sono felice e orgoglioso” dichiara Ricci, “di ospitare una mostra il cui titolo, Museo di Pangea, non stona con la mia prima professione di geologo. La penombra dei musei etnografici somiglia a quella di teatri e cinema, e mi fa pensare anche al nero dei miei libri. L’allestimento della mostra di Barina obbedisce a queste suggestioni. La storia di Pangea comporta intermittenze, allontanamenti e avvicinamenti. Spero che molti visitatori, guardando i feticci del mondo

parallelo immaginato da Marco Barina, proveranno l’emozione di un riaccostamento a dèi, a culture, ad archetipi che esistevano già – ma come brocante dimenticata – nelle soffitte o nelle cantine della loro mente”.

L’esposizione sarà accompagnata da una Guida edita da Franco Maria Ricci, che ne firmerà l’introduzione, mentre la riproduzione delle opere sarà affiancata dai testi di Anna Mattirolo e di Giovanni Mariotti.


Orario di ingresso:
tutti i giorni dalle 10,30 alle 19,00; chiuso il martedì. L’accesso è incluso nel biglietto d’ingresso del Labirinto della Masone, che comprende anche l’accesso al labirinto di bambù e alla collezione permanente di Franco Maria Ricci.

Per richiedere informazioni su questa mostra:
labirinto@francomariaricci.com
Telefono: +39 0521 827081

IL TEMPIO DELL’ENERGIA
Centrali idroelettriche di Piero Portaluppi

21 marzo – 24 giugno 2018

In collaborazione con:
Università di Parma e CSAC
A cura di:
Francesca Zanella
Edoardo Pepino


La mostra si articola in una sala, adiacente alla collezione permanente e in particolare alle opere del Novecento della collezione di Franco Maria Ricci, nella quale verrà evocata, attraverso 5 disegni, anche inediti, provenienti dallo CSAC e gentilmente

concessi dall’Università di Parma, la storia delle monumentali centrali elettriche che, agli esordi del Novecento, furono costruite nel Nord Italia.


 

Piero Portaluppi (1888-1967), geniale architetto, interprete del gusto déco, dedicò una buona parte del suo lavoro alla progettazione di questi complessi. I progetti conservati allo CSAC rivelano la migliore creatività dell’architetto milanese.

I cinque disegni originali esposti al Labirinto della Masone, provenienti dallo CSAC dell’Università di Parma, costituiscono i frammenti di un racconto per immagini che, partendo dai progetti per le centrali idroelettriche firmate dall’architetto Piero Portaluppi (1888-1967), intreccia più storie. Il filo conduttore di tutte è l’invenzione della lampadina a filamento incandescente, messa a punto da Thomas Alva Edison nel 1879, che si rivelò decisiva per lo sviluppo dell’industria

elettrica e rivoluzionaria per i cambiamenti che introdusse nella vita quotidiana dell’epoca. L’Italia di allora si dimostrò all’avanguardia e, grazie all’intervento del rettore del Politecnico di Milano Giuseppe Colombo, ottenne dopo qualche anno l’esclusiva del sistema Edison. In un nord Italia ricco di acque, lo sfruttamento del cosiddetto “Carbone Bianco” per la produzione di energia elettrica divenne il motore della corsa al progresso.

Fu così che in suggestivi angoli di paesaggio, soprattutto prealpino, tra gli anni Venti e Trenta sorsero, grazie alla collaborazione tra le istituzioni, le banche e un’imprenditoria privata intraprendente e visionaria, numerose centrali i cui progetti furono affidati ai più importanti architetti del momento. E’ questa la storia del felice incontro tra Ettore Conti e Piero Portaluppi, chiamato a realizzare affascinanti “architetture elettriche” come quelle di Crevola (qui esposta), Verampio, Valdo e Caldarese.


Orario di ingresso:
tutti i giorni dalle 10,30 alle 19,00; chiuso il martedì. L’accesso è incluso nel biglietto d’ingresso del Labirinto della Masone, che comprende anche l’accesso al labirinto di bambù e alla collezione permanente di Franco Maria Ricci.

Per richiedere informazioni su questa mostra:
labirinto@francomariaricci.com
Telefono: +39 0521 827081

JAVIER MARÍN. Daidalos
SCULTURE

1 ottobre 2017 – 14 gennaio 2018

Mostra prorogata fino al 4 marzo 2018

Mostra a cura di Giorgio Antei e Fondazione Franco Maria Ricci, in collaborazione con la Galleria d’Arte Barbara Paci (Pietrasanta) e con la Galleria Terreno Baldío (Messico).

È Javier Marín, noto scultore messicano, il protagonista della grande mostra autunnale al Labirinto della Masone, che apre al pubblico domenica 1 ottobre. Oltre a costituire un

evento artistico del più alto livello internazionale, l’esposizione – intitolata DAIDALOS – accentua il legame fra la cultura messicana e Franco Maria Ricci, un legame che nel corso degli anni ha dato innumerevoli frutti, dal recente volume Tesoro Mexicano (attualmente in concorso in Messico come miglior libro dell’anno nel campo dell’antropologia e della storia) alla mostra Sergio Hernández: Tres Pasiones, dedicata al famoso artista di Oaxaca. Ora è giunto l’atteso momento di Javier Marín, che con le opere esposte al Labirinto darà prova del suo importante contributo alla scultura contemporanea.

Le sculture di Marín sono state ammirate in decine di mostre personali in importanti musei europei e americani. In Italia sono state viste a Milano, a Roma e a Torino, mentre Pietrasanta è stata scenario di un’esposizione memorabile, costituita da creazioni monumentali. A partire da settembre, una scelta delle opere più significative dell’artista messicano occuperà gli spazi del Labirinto della Masone. Esse permetteranno al pubblico di apprezzare il lavoro di uno scultore ancora giovane (n. 1962) ma che ha già raggiunto una straordinaria compiutezza tecnica e stilistica, senza per altro perdere il gusto della ricerca di un’espressione sempre nuova.

Al Labirinto avverrà un imprevedibile scambio tra le architetture d’ispirazione neoclassica del complesso della Masone e le creazioni plastiche, in bronzo, terracotta ed altro, partorite dall’immaginazione e dalla manualità di Marín. Uno svettante cavaliere in bronzo, alto più di sette metri, accoglierà i visitatori all’ingresso, mentre nella corte centrale spiccherà la meravigliosa Cabeza Roja, una monumentale testa femminile che mette in luce l’attenzione di Marín nei confronti del corpo umano, reale e metaforico.

La ricerca artistica di Marín ruota attorno all’uomo,

attraverso l’approfondimento delle possibilità espressive di materie diverse.

Come un moderno Dedalo (da qui il titolo della mostra), dà vita con le mani a corpi o oggetti previamente elaborati nella sua fucina mentale. Ogni creazione rappresenta la messa in opera di un progetto, ed è per questo che per Marín il processo è ancor più importante del prodotto.  A ragione o a torto si è detto che il punto di partenza di Marín è l’arte barocca messicana: da lì sembra trarre le pose esasperate, la sensualità e il dinamismo che caratterizza ogni suo lavoro.

L’esposizione sarà corredata da un’agile Guida alla mostra, edita da Franco Maria Ricci e firmata da Giorgio Antei.


 

Orario di ingresso:
tutti i giorni dalle 10,30 alle 19,00; chiuso il martedì.

Per richiedere informazioni su questa mostra:
labirinto@francomariaricci.com
Telefono: +39 0521 827081

Mostra prorogata fino al 4 marzo 2018

Ettore Guatelli
La vita delle cose

Dal 05 agosto al 24 settembre 2017

Apre al pubblico sabato 5 agosto la nuova mostra del Labirinto della Masone, La vita delle cose, dedicata al Museo Guatelli.

La straordinaria creazione di Ettore Guatelli, un museo del quotidiano che mediante la raccolta di oggetti racconta la vita dei contadini e degli artigiani del XX secolo, sarà presentata attraverso quindici fotografie di Mauro Davoli.

L’esposizione è frutto di una intensa collaborazione tra la Fondazione Museo Ettore Guatelli e il Labirinto della Masone, favorita anche dalla stima che Franco Maria Ricci nutre nei confronti dell’opera di Ettore Guatelli, a cui aveva dato spazio sulla sua rivista Poiein già nel 1992.

La mostra è inoltre legata all’ambizioso progetto di portare un luogo meraviglioso e nascosto tra le colline emiliane, il Museo Guatelli, all’attenzione di un pubblico più vasto, anche internazionale.

Stanza delle scarpe. Composizione parietale
Camera degli orologi (particolare)
Ballatoio delle ceramiche
Mauro Davoli Camera dei vetri
Composizione dei martelli (nel Salone)

L’esposizione è infatti stata concepita come itinerante, e già la Fondazione sta prendendo accordi per replicare la manifestazione in altri musei in Italia e in Francia. Oltre al fondamentale valore etnografico del museo, l’esposizione al Labirinto della Masone si propone di sottolineare anche l’aspetto artistico insito nelle cose che popolano il museo: gli oggetti di uso comune, disposti in serie a creare forme e decorazioni acquistano un grande fascino visivo e, privati della loro funzione primaria, resi inerti, diventano però un segno, in grado di trasmettere bellezza e trasformarsi infine in arte.

L’esposizione è accompagnata da un’agile guida alla mostra curata da Franco Maria Ricci con riproduzioni a pagina intera delle fotografie di Mauro Davoli corredate da una introduzione dell’editore e testi di Mario Turci e Ettore Guatelli.

Orario di ingresso:
tutti i giorni dalle 10,30 alle 19,00; chiuso il martedì.

Per richiedere informazioni su questa mostra:
labirinto@francomariaricci.com
Telefono: +39 0521 827081
www.museoguatelli.it

Carlo Mattioli
al Labirinto della Masone

Dal 27 maggio al 24 settembre 2017

É insieme un omaggio di Franco Maria Ricci a Mattioli, concittadino e amico con il quale condivideva lo stretto legame con la città di Parma e il suo territorio, e una nuova occasione di avvicinarsi a un’opera che continua ad affascinare per i suoi splendori e per la feconda ricchezza dei linguaggi che in essa si sono fusi.

Un artista essenziale, Mattioli, contemplativo, ma affascinante nella sua sobrietà, una pittura

al limite della sinestesia, che riesce a catturare profumi, materia, atmosfera, ma in grado di farsi carico anche di forti suggestioni letterarie, derivate dalla conoscenza e dalla frequentazione di poeti e letterati come Luzi, Bertolucci, Testori e Garboli.

Nello stesso periodo, si terranno eventi collaterali alla Biblioteca Palatina e allo Studio Museo Casa Mattioli.

Per richiedere informazioni su questa mostra
labirinto@francomariaricci.com
Telefono: +39 0521 827081

Patrizia Comand
La Nave dei Folli

In mostra al Labirinto dall’11 febbraio al 19 marzo 2017.

Ispirato all’omonima opera quattrocentesca scritta da Sebastian Brant (in originale Das Narrenschiff), alle cui illustrazioni aveva collaborato un giovane Albrecht Dürer, l’imponente dipinto di Patrizia Comand (9 metri di lunghezza) è la testimonianza della raggiunta maturità creativa dell’artista.

Labirinto della Masone
Strada Masone 121
Fontanellato
Parma

Per informazioni
labirinto@francomariaricci.com
0521 827081

GINO COVILI
La favola e il dolore

Mostra a cura della
Fondazione Franco Maria Ricci
e di CoviliArte

Apertura al pubblico:
26 novembre 2016 – 5 marzo 2017

Verranno esposte oltre trenta opere di Covili accuratamente selezionate da Franco Maria Ricci con gli eredi del pittore, volte a rappresentare il suo stile più originale e la sua poetica.

www.coviliarte.com

www.ginocovili.com

La civiltà contadina è ai giorni nostri ormai mitologia e Covili, come fosse Omero, ne canta la magia e la fatica. La favola e il dolore.

Rielabora e addolcisce, ma la deformazione delle immagini e dei soggetti custoditi nella sua memoria non è grottesca o caricaturale, tantomeno naïf; è invece un sentire espressionista attraverso il quale l’artista propone un racconto fiabesco che ci spinge oltre all’apparenza.

Informazioni
Tel. +39 0521 827081
labirinto@francomariaricci.com

SERGIO HERNÁNDEZ’
TRES PASIONES

in mostra dal 17 settembre al 20 novembre 2016

 

 

a cura di
Giorgio Antei e Laura Casalis
Fondazione Franco Maria Ricci

All’inizio non ci fu l’Inizio ma la Fine: quella delle antiche civiltà distrutte dagli uomini venuti da Occidente. Ognuno a suo modo, gli artisti messicani declinano da sempre il sentimento traumatizzato di una paradossale Apocalisse come origine.

Cinquantanovenne, nato a Oaxaca, la città dei Mixtechi e di Rufino Tamayo, Sergio Hernández interpreta quest’eccezione centroamericana immergendo un mondo di presenze brulicanti in un bagno di pigmenti tossici: l’ardente cinabro caro agli alchimisti, l’azzurro cobalto, la biacca o bianco di piombo…

È solo uno dei cicli di una produzione multiforme che s’ispira tanto alla natura (gli insetti, le piante…) e alla tradizione indigena messicana quanto all’arte europea.

L’Occhio Felice
MASSIMO LISTRI

Dal 17 aprile al 31 luglio 2016

La mostra del fotografo fiorentino Massimo Listri, Maestro internazionalmente riconosciuto della fotografia di Arte, Architettura e Interni, è la naturale conseguenza e la consacrazione di un lungo sodalizio: quello che da più di trent’anni lo lega all’editore Franco Maria Ricci. Nell’universo di Listri i corpi sono assenti, misteriosamente scomparsi, ma non in seguito a un terremoto o a qualche altra catastrofe, visto che tutto è rimasto intatto, le Cose e le Proporzioni. Riprodotte su pannelli di dimensioni ragguardevoli, le Sale dei Musei ci appaiono, visti con l’occhio di Listri, come le piazze, le gallerie e le strade di un’unica Metropoli metafisica, maestosa e globale, che, disseminata nel mondo, custodisce il Sapere e la Bellezza elaborati dagli uomini.

Gaetano Gandolfi e i volti della scienza nella Pinacotheca Bassiana di Bologna

 

20 febbraio – 4 aprile 2016

A cura di Donatella Biagi Maino
e con la collaborazione dell’Università di Bologna e del Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Parma

Fedele alla propria tradizione, la Fondazione Franco Maria Ricci riscopre autori importanti, spesso noti agli esperti e agli appassionati, ma ancora distanti dal grande pubblico.

Gaetano Gandolfi è un artista versatile e raffinato che ha segnato la storia del Settecento bolognese.

La sua meravigliosa e inedita serie di ritratti ad acquarello dei grandi botanici e naturalisti della storia,esposta per la prima volta al pubblico al Labirinto della Masone, è lo spunto per narrare lo stretto legame che nell’Italia XVIII secolo ci fu tra le accademie degli artisti e quelle degli scienziati.

Codex Seraphinianus
di Luigi Serafini

 

6 febbraio – 10 aprile 2016

Il Codex Seraphinianus è considerato in tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Cina, come uno dei testi più misteriosi mai pubblicati. E’ nato dal fortunato incontro tra Luigi Serafini e Franco Maria Ricci.

Il Labirinto della Masone espone i disegni originali di uno dei più celebri volumi della collana i “Segni dell’Uomo”.

Arte e Follia:  Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi

29 maggio 2015 – 17 gennaio 2016

Curata da Vittorio Sgarbi
presso il Labirinto della Masone
di Franco Maria Ricci

Mauro Davoli
NATURE VIVE

26 marzo – 21 maggio 2017

Mostra a cura della
Fondazione Franco Maria Ricci

Le fotografie, diverse nei soggetti naturali, sono legate da una composizione impeccabile, curata nei minimi dettagli, da una ritmica alternanza di spazi vuoti, sfondi neri e oggetti, da una luce essenziale, che rende ancora più evidente il corto-circuito tra pittura e fotografia.

Sfruttando il linguaggio antico della natura morta Davoli riesce a rendere eterni, e quindi in qualche modo vivi, gli oggetti simbolici della caducità; un procedimento che lui stesso definisce “un omaggio alla bellezza nel suo manifestarsi”.

L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto di ingresso al Labirinto della Masone e consente di visitare anche le collezioni permanenti e il parco.

Per informazioni:
+39 0521 827081
labirinto@francomariaricci.com

Sito dell’artista
www.maurodavoli.com